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A due anni da Vaia: interventi in corso per le centrali sull’Adige, un masterplan da oltre 16 milioni di euro

Investimenti

A due anni da Vaia: interventi in corso per le centrali sull’Adige, un masterplan da oltre 16 milioni di euro

Sono trascorsi due anni dalla tempesta Vaia, l’emergenza che, per il Polesine, comportò una ondata di piena dell’Adige caratterizzata da eccezionale torbidità e causò, fra il 30 e il 31 ottobre 2018, l’interruzione dell’erogazione per nove Comuni, tra cui il capoluogo. Per acquevenete, è l’occasione per fare il punto sul masterplan per le centrali sul fiume Adige messo a punto a seguito dell’emergenza, una serie di importanti investimenti, circa 16 milioni e mezzo di euro in totale, per scongiurare episodi simili nel futuro. Opere che sono in parte sostenute dalla Regione Veneto, nell’ambito della gestione emergenziale che vede il governatore Luca Zaia nel ruolo di commissario delegato ai primi interventi urgenti di Protezione civile.

«Come promesso continuiamo ad aggiornare i cittadini sull’imponente piano che i nostri tecnici hanno messo in piedi per potenziare le centrali sull’Adige» dichiara il presidente di acquevenete, Piergiorgio Cortelazzo. «Si tratta di un masterplan che punta a evitare in futuro il rischio di nuovi episodi come quelli verificatisi nel 2018. Ci auguriamo naturalmente che una simile calamità non si verifichi più, comunque già nello scorso mese di settembre c’è stato un importante episodio di piena, non pari a quella di due anni fa ma significativa, e il sistema, con i nuovi adeguamenti, ha retto bene l’impatto. Se da un lato ci attrezziamo per rendere sempre più sicuro il prelievo dal fiume Adige, anche con le opportune misure per far fronte a eventuali inquinanti emergenti, dall’altro» conclude Cortelazzo «continua il nostro impegno per portare alla più vasta parte del Polesine possibile l’acqua pedemontana, con opere già in corso alla centrale di Cavarzere».

 

La centrale di Boara Polesine

Presso la centrale che attinge dal fiume Adige e alimenta Rovigo e altri otto Comuni sono terminati i lavori del cantiere da 1.550.000 euro avviato lo scorso anno. Tra gli interventi realizzati, la rimessa in funzione dei decantatori, il rinnovo dell’impiantistica idraulica ed elettrica della filiera dei carboni attivi, l’adeguamento dell’opera di presa dal fiume e un nuovo impianto di trattamento delle acque di risulta. Scopo di questi lavori, aumentare la ridondanza di trattamento dell’impianto, per dare alla centrale un maggior “margine di manovra” anche nel caso di eventi estremi.

È invece in fase avanzata di progettazione definitiva l’ulteriore intervento da 5,5 milioni di euro per il potenziamento della centrale: permetterà di ottenere la potenzialità necessaria alla dismissione della centrale di Occhiobello mediante la realizzazione di una filiera parallela di processo.

Sempre alla centrale di Boara Polesine è stato recentemente accantierato l’intervento di sistemazione strutturale del serbatoio pensile, a cui seguiranno ulteriori lavori di adeguamento edile. In precedenza, era stato completato il rifacimento dell’impianto di rilancio in rete con il ripristino del serbatoio pensile, per un importo complessivo di 800.000 euro.

 

I lavori a Badia Polesine e Cavarzere

Un importante intervento da 3,6 milioni di euro è in fase di avvio alla centrale di Badia Polesine: si tratterà di un adeguamento impiantistico, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza del trattamento idropotabile mediante il potenziamento della fase di chiariflocculazione e della fase a carboni attivi. I lavori sono già stati affidati all’impresa esecutrice ed è prossimo l’avvio del cantiere, nella prima metà di novembre.

Nel frattempo, sono terminati i lavori da 680.000 euro alle centrali di Badia Polesine e di Cavarzere, per l’adeguamento delle opere di presa dal fiume. A Badia Polesine è tuttora attivo anche un secondo cantiere di escavazione dell’alveo del fiume Adige in corrispondenza dell’opera di presa della centrale, finalizzato a rimuovere i depositi sabbiosi creatisi nel tempo e ad aumentare in questo modo la garanzia dell’attingimento (200.000 euro). A Cavarzere, è in via di conclusione infine il potenziamento per ricevere la fornitura di acqua pedemontana attraverso il sistema di adduttrici regionali del Modello Strutturale degli Acquedotti del Veneto (MOSAV), un’opera da 380.000 euro.

 

Le centrali padovane sull’Adige

Anche la sponda padovana del fiume Adige vedrà una serie di interventi di adeguamento alle centrali di potabilizzazione: ne sono previsti per 3,2 milioni di euro, per le centrali di Piacenza d’Adige, Anguillara Veneta e Vescovana.

In particolare, per l’impianto di Piacenza d’Adige è in fase di avanzata elaborazione il progetto definitivo per il potenziamento della filiera con la realizzazione di un nuovo chiariflocculatore. Mentre per Anguillara Veneta c’è un progetto definitivo in fase di approvazione per il potenziamento della sezione di trattamento a carboni attivi, una misura che potrà garantire efficienza nel trattamento dell’acqua anche a fronte di eventuali futuri ritrovamenti di inquinanti emergenti.