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2,6 miliardi di euro di investimenti nell’idrico veneto dal Recovery Fund

Investimenti

2,6 miliardi di euro di investimenti nell’idrico veneto dal Recovery Fund

Investimenti per un totale di oltre 2 miliardi e 600 milioni di euro da sostenere con il Recovery Fund: gli interventi strategici per il servizio idrico integrato del Veneto, individuati dai gestori idrici pubblici veneti con la regia di Viveracqua, sono stati al centro del tavolo istituzionale tenutosi ieri a Verona tra i rappresentanti veneti della Commissione Ambiente della Camera e i presidenti dei gestori.

Presenti, tra gli altri, l’onorevole Alessia Rotta, presidente della Commissione Ambiente, l’onorevole Vania Valbusa, componente della Commissione Ambiente, e l’onorevole Piergiorgio Cortelazzo, presidente di acquevenete oltre che membro della Commissione Ambiente. Per i gestori idrici veneti Monica Manto, presidente della consortile Viveracqua, Roberto Mantovanelli, presidente di Acque Veronesi, Guglielmo Dal Ceredo, vicepresidente di Acque del Chiampo, Pierpaolo Florian, amministratore delegato di Alto Trevigiano Servizi, Angelo Cresco, presidente di Azienda Gardesana Servizi, Andrea Levorato presidente di Etra, Giuseppe Castaman presidente Medio Chiampo, Alessandro Bonet presidente di Piave Servizi e Angelo Guzzo presidente di Viacqua.

«I progetti presentati da Viveracqua mi hanno convinta per la loro candidabilità all’interno del Recovery Fund – sottolinea al termine dell’incontro la presidente della Commissione Ambiente, on. Alessia Rotta – non solo per la bontà e l’importanza dei progetti stessi, ma anche e soprattutto per il carattere di sistematicità degli interventi, e perché il consorzio Viveracqua ha già dimostrato, nel recente passato, di possedere un prerequisito fondamentale che l’Europa ci richiede, e che è quello di avere la capacità di spendere le risorse dei cittadini, traducendole in nuove opere per migliorare ed efficientare il sistema idrico veneto».

«Tra le priorità dei gestori abbiamo individuato investimenti per oltre 2 miliardi e 600 milioni di euro, da realizzare entro il 2026 – dichiara Monica Manto, presidente di Viveracqua. – Nel triennio 2020-2022 le aziende idriche pubbliche venete hanno oltre un miliardo di euro di investimenti programmati e nei primi nove mesi del 2020, nonostante l’emergenza Covid, hanno realizzato nuove opere per 150 milioni di euro. Numeri che attestano il ruolo di primo piano dei gestori Viveracqua in termini di ricadute per il tessuto economico del nostro territorio e il loro impegno costante nel realizzare concretamente le opere pianificate».

In prima linea tra le opere incluse nel programma dei gestori idrici per il Recovery Fund, tre progetti straordinari e di primaria importanza per il territorio regionale: il cambiamento delle fonti di approvvigionamento per risolvere le emergenze PFAS e Cc6o4, gli interventi in vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, il nuovo collettore fognario del Lago di Garda.

Per il capitolo contaminanti emergenti, il piano presentato da Viveracqua prevede la sostituzione degli approvvigionamenti da falde contaminate da composti PFAS, con la realizzazione di reti per il trasferimento di acque da fonti pedemontane, all’interno del Modello strutturale degli acquedotti del Veneto. In programma inoltre la dismissione dei potabilizzatori sul fiume Po (contaminato da Cc6o4) con realizzazione di nuove linee di adduzione al fine del convogliamento di acque pedemontane di qualità e l’efficientamento dei processi di trattamento delle fonti superficiali mantenute. Complessivamente, opere per oltre 220 milioni di euro, da attuare in 72 mesi.

In vista delle Olimpiadi invernali Milano - Cortina 2026 si prevedono lavori per 48,5 milioni di euro, da completare entro l’inverno 2025, per l’ottimale soddisfacimento dei fabbisogni relativi al servizio idrico integrato, per un evento ambientalmente sostenibile.

Il progetto per il nuovo collettore fognario del Lago di Garda mira invece alla riqualificazione del sistema di raccolta dei reflui nel bacino del Lago, sponda veronese, per il risanamento idrico e ambientale nel collegamento tra lago di Garda, Bacino del Po e Adriatico. Un’opera fondamentale per la salvaguardia ambientale dell’area e la gestione sostenibile del servizio in un territorio che ha un afflusso turistico di circa 24.000.000 di turisti all’anno. Un’opera da 116,5 milioni di euro.

Il ruolo di cabina di regia di Viveracqua ha permesso inoltre di mettere a sistema una serie di opere previste dai singoli gestori, raggruppandole in macro interventi a livello regionale. Lavori già programmati dalle aziende idriche e interventi aggiuntivi, ma comunque previsti nei Piani d’Ambito, che se soggetti a finanziamento potrebbero essere realizzati in anticipo a quanto sostenibile oggi dal punto di vista tariffario. Complessivamente, si tratta di opere in Veneto per oltre un miliardo e 750 milioni di euro nel servizio idrico integrato e per oltre 465 milioni di euro che coinvolgono anche il settore ambiente (alcune delle consorziate infatti operano anche nel ciclo dei rifiuti).

Complessivamente, un pacchetto di opere che permetterà significativi efficientamenti nel comparto idrico veneto, con l’obiettivo di fornire un servizio sempre migliore ai cittadini e standard sempre più elevati di tutela ambientale, oltre a rappresentare un importante volano per il sistema economico territoriale.