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Udienza preliminare processo Pfas 1 e 2, acquevenete parte civile

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Udienza preliminare processo Pfas 1 e 2, acquevenete parte civile

Sono trenta le parti civili ammesse oggi al procedimento “Pfas Bis” a carico di otto imputati accusati a vario titolo dei reati ambientali avvenuti tra il 2013 e il 2017. Tra queste ci sono anche Acque del Chiampo, Acquevenete e Viacqua, mentre Acque Veronesi valuterà la costituzione entro l’avvio dell’udienza dibattimentale. Gli otto imputati sono accusati di aver provocato un deterioramento significativo e misurabile nelle acque sotterranee al sito Miteni, e di aver immesso nelle falde il rifiuto pericoloso contenente GenX (sostanza derivata da HFPO-DA) e cC6o4. Per quanto riguarda il reato di bancarotta, l’accusa è di aver aggravato il dissesto della società di Trissino, con perdite per quasi 15 milioni di euro tra 2010 e 2017. Alla Miteni si contesta di non essersi dotata di un modello organizzativo «idoneo a prevenire» questi reati, ai sensi del D. Lgs. 231/2001. Nell’udienza di oggi è stata citata come responsabile civile la ditta International Chemical Investors Group (ICIG), alla quale verrà notificato l’atto in tempi brevi.

Nella prossima udienza del 22 marzo si inizierà la discussione a prescindere che si decida sulla riunione dei due procedimenti Pfas 1 (reati fino al 2013) e Pfas 2 (reati fino ale 2017).

Con la contestazione del reato di inquinamento da parte della Procura di Vicenza nel "filone Pfas-bis" è stata recepita una delle argomentazioni del collegio difensivo delle società idriche (avvocati Marco Tonellotto, Angelo Merlin, Vittore d’Acquarone) che avevano pure rappresentato la natura permanente o continuata della compromissione ambientale e quindi la sostanziale non prescrittibilità dei reati ambientali contestati, tesi condivisa anche da una recente sentenza della Cassazione.