Cantieri per emergenza PFAS

Non appena è emersa la problematica dell’inquinamento da PFAS, acquevenete (allora CVS) si è attivata con una serie di interventi per far fronte alla contaminazione.

Nell’immediato, acquevenete ha installato impianti di filtrazione a carboni attivi in tutti i punti di produzione che gestisce direttamente: Pozzo Sant’Antonio, Pozzi Monticello 1 e 2 (poi dismessi nel giugno 2013) e Pozzo Almisano.

Nel breve-medio periodo, sono stati programmati e portati a termine interventi per estensioni di rete, con l’obiettivo di raggiungere con la rete dell’acquedotto territori in precedenza non collegati, dove l’approvvigionamento avveniva attraverso pozzi privati risultati inquinati, e di realizzare nuove interconnessioni, per dismettere i punti di approvvigionamento più contaminati e rifornire il territorio di acqua di migliore qualità.

Tra gli interventi realizzati o in corso di esecuzione:

  • GRANCONA, in VIA S. APOLLONIA, estensione di rete in zona di emergenza PFAS, per un costo di € 200.000 – progetto 851 – in esecuzione
  • POIANA MAGGIORE, in  VIA VICENTINA, estensione di rete in zona di emergenza PFAS, per un costo di € 450.000 – progetto 839 – concluso
  • SAREGO, nuova condotta adduttrice MONTICELLO – MELEDO, intervento del costo di € 600.000 – progetto 822 – concluso
  • SAREGO, estensioni di rete in VIA PALAZZETTO, VIA PARADISO e VIA CA’ D’ORO, per un importo complessivo di € 100.000 – progetto 863 linee minori – concluso
  • SAREGO, estensioni di rete in VIA MONTE GRAPPA e VIA DELL’AGRICOLTURA, per un valore di € 300.000 –  progetto 863 – in esecuzione

 

Nel medio-lungo periodo, acquevenete si è attivata, in sinergia con gli altri gestori idrici veneti, per individuare una soluzione che permetta di fornire acqua totalmente priva di PFAS. Il Progetto di fattibilità tecnico economica presentato dai gestori idrici veneti e già recepito da Veneto Acque S.p.A. prevede estensioni di rete per sostituire definitivamente il punto di approvvigionamento di Almisano con fonti non contaminate da PFAS.

Per quanto riguarda Montagnana e i Comuni dell’area berica, serviti da acquevenete, il progetto garantirà l'approvvigionamento con acqua a presenza zero di PFAS, attraverso l’estensione da Ponso a Montagnana dell’attuale condotta Monselice-Ponso, sfruttando una produzione residua notturna della fonte di Camazzole, con la realizzazione di un apposito serbatoio a Montagnana. In questo modo saranno diversificate le fonti e il montagnanese potrà ricevere acqua pulita da est, anziché rifornirsi da ovest, dove si è verificato l’inquinamento da PFAS, come ora avviene. Il progetto prevede solo per il territorio di acquevenete un investimento di oltre 15 milioni di euro.

Per accelerare le tempistiche per fornire acqua non contaminata, acquevenete ha proposto di realizzare da subito il primo stralcio funzionale dell’opera. In questa prima fase, l’acqua che arriverà a Montagnana sarà quella proveniente dal fiume Adige (del tutto priva di PFAS) e in particolare dalla centrale di potabilizzazione di Piacenza d’Adige, grazie alla realizzazione di un nuovo collegamento tra Casale di Scodosia e Montagnana. È possibile infatti sfruttare gli esuberi di produzione notturna della centrale di Piacenza d’Adige (PD), che preleva acqua dal fiume Adige, per invasarli in un primo modulo del serbatoio di Montagnana già previsto nel progetto generale, e inviarli poi nel periodo diurno verso il Comune di Montagnana.

Si andranno quindi a realizzare, in prima battuta, due parti del progetto complessivo: il primo dei due moduli da 5.000 mc previsti per il nuovo serbatoio strategico di Montagnana  e il tratto di collegamento del nuovo serbatoio con la centrale di Montagnana-centro e la relativa rete di distribuzione, mediante la posa di 4,5 Km di nuova tubazione. Di nuovo, rispetto al progetto principale, ci sarebbe solo la realizzazione di 3,6 Km di nuova condotta, sempre in ghisa sferoidale, dal centro di Casale di Scodosia fino al sito ove è prevista la realizzazione del nuovo serbatoio di Montagnana.Si tratta di un’aggiunta che comporta un costo contenuto e che, inoltre, contribuisce ad aumentare l’elasticità e la sicurezza complessiva del sistema. Una volta completato l’intero schema, infatti, sarà possibile sfruttare questo tratto di condotta per alimentare “in controcorrente” anche i comuni a sud di Montagnana, offrendo così acqua pedemontana di ottima qualità a un territorio ancora più ampio.

Il progetto 900 – I stralcio – MOSAV-VENETO ACQUE-CVS, Estensione dello schema nell’area Monselicense – Estense – Montagnanese per Emergenza PFAS è attualmente in gara di appalto per la progettazione definitiva ed esecutiva.

 

In area di emergenza PFAS sono infine in fase di progettazione preliminare altri interventi:

  • Prog. 934 - Collegamento centrale Acque Veronesi di Lonigo con Sarego,  Nuova rete adduzione idrica
  • Prog. 941 - Condotta adduzione collegamento Meledo e Monticello in comune di Sarego con la rete principale di Almisano
  • Prog. 940 - Sarego via Manzoni SP 500 – Lonigo, Collegamento serb. Nebbia a Cantina Lonigo
  • Prog. 946 - Condotta Adduzione Emergenza PFAS, Vo - Agugliaro - Campiglia dei Berici