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Illustrato il Piano di Emergenza di acquevenete per far fronte alla siccità

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Illustrato il Piano di Emergenza di acquevenete per far fronte alla siccità

Il lungo periodo siccitoso del fiume Po porta i suoi effetti anche – e soprattutto - nel territorio servito da acquevenete. La società che ha sede a Monselice gestisce l’impianto di potabilizzazione di Ponte Molo, in comune di Taglio di Po (Ro), che tratta acqua superficiale prelevata dal fiume Po mediante una filiera di tipo tradizionale idonea al trattamento di acque da fiume, costituita da preossidazione, chiariflocculazione, filtrazione su sabbia, ozonizzazione, filtrazione su carbone attivo, clorazione finale e rilancio in rete.

La centrale di potabilizzazione di Ponte Molo è un impianto di medie dimensioni, dal momento che serve un bacino di circa 30.000 abitanti. In questi giorni, proprio in conseguenza alla prolungata siccità, si è riscontrato il problema della risalita del cuneo salino. Di cosa si tratta? L’abbassamento del livello del Po ha portato l’acqua del mare a risalirne il corso, avvicinandosi all’impianto di potabilizzazione, il quale non è dotato delle specifiche e complesse sezioni di trattamento necessarie per la rimozione della salinità dall’acqua.

Acquevenete sta quindi attenzionando il fenomeno di risalita del cuneo salino tramite il monitoraggio continuo del parametro “conducibilità” sia nella sezione dell’impianto che lungo l’asta del fiume verso valle.

Nella giornata di mercoledì 22 giugno u.s., per i parametri legati alla salinità, è stato rilevato un valore massimo di 4200 uS/cm ed un valore minimo di 1200 uS/cm nell'acqua grezza che viene prelevata dal Po ed inviata al trattamento. Il limite previsto dalla normativa vigente è fissato in 2.500 uS/cm per la conducibilità dell’acqua potabile.

Il superamento dei parametri legati alla salinità potrebbe comportare ordinanze di limitazione dell’utilizzo della risorsa idrica.

Per eliminare o minimizzare gli eventuali disservizi derivanti dalla risalita del cuneo salino presso la centrale di Ponte Molo, acquevenete sta da mesi dando seguito a quanto previsto dal Piano di Emergenza aziendale. Più nello specifico, sono tre le misure attuate dal gestore del servizio idrico, finalizzate a ridurre l’area alimentata dal potabilizzatore, sfruttando l’interconnessione con le altre fonti aziendali, e a implementare un trattamento specifico di dissalazione presso l’impianto per il trattamento della portata residua non servibile da altre fonti:

1. Aumento dell’area di influenza dal Savec, il Sistema acquedottistico del Veneto centrale, che preleva acqua di falda pedemontana, massimizzando la fornitura d’acqua dalla centrale di Camazzole in comune di Carmignano di Brenta (PD).

2. Aumento dell’area di influenza dalla centrale di Corbola, dalla linea Corbola – Ariano – Rivà – Ponte Molo, tramite manovre idrauliche sulla rete e l’installazione di un impianto di rilancio temporaneo nel serbatoio di Ariano Nel Polesine.

3. Noleggio di un impianto mobile di dissalazione da porre in servizio presso la centrale di Ponte Molo, capace di ridurre il contenuto salino dell’acqua erogata dal potabilizzatore. Il dissalatore prontamente disponibile con le caratteristiche tecniche e dimensionali richieste da acquevenete è in arrivo dalla Spagna, con consegna prevista per venerdì 24 giugno prossimo.

«Siamo in una condizione di prolungata siccità, con il livello del fiume Po ben al di sotto delle medie storiche. – commenta il presidente di acquevenete Piergiorgio Cortelazzo – Il fenomeno di risalita del cuneo salino aveva interessato la centrale di Ponte Molo nel 2003 e allora era stata emanata un’ordinanza che vietava l'utilizzo dell'acqua ai fini potabili. Quest’anno ci siamo mossi per tempo, con monitoraggi costanti e seguendo un preciso Piano di Emergenza per non farci cogliere impreparati. L’utilizzo del dissalatore fatto arrivare dalla Spagna è per noi un metodo innovativo, che, come tale, andrà testato, ma sulla cui tecnologia ed efficienza non abbiamo dubbi. In questa criticità risultano vincenti gli investimenti a lungo termine fatti dalla Regione Veneto e dal gestore nel tempo, come il sistema acquedottistico Savec, che si conferma un’opera fondamentale per il territorio polesano. La priorità di acquevenete, e mia personale come parlamentare, sarà ora proprio quella di dare massima accelerazione alle interconnessioni di rete per dismettere l’approvvigionamento dal Po, che espone la popolazione a criticità idriche del livello di questi giorni».